Stamattina doveva venire la mia padrona di casa per sistemare dei conti e nel frattempo voleva vedere la casa perché non aveva ancora visto come l'avevo arredata.
Siccome io ho sempre un senso di inadeguatezza e l'ansia di essere sgridata per qualcosa, ho cominciato a pulire la casa dalle sette del mattino, ho riordinato tutto anche la camera di mio figlio.
La mia padrona di casa doveva arrivare alle undici, così alle undici in punto mi sono seduta stanca e un po' agitata, fumando una sigaretta sul balcone. Poi è suonato il telefono ed era lei che mi avvisava che non poteva venire. Sono rientrata nella mia ordinatissima e profumatissima casa, sentendomi un po' a disagio. E ho pensato che in questo ultimo periodo queste circostanze si stanno ripetendo continuamente, appuntamenti saltati, promesse di lavoro non mantenute, aspettative deluse, scatole che dovrebbero contenere oggetti che si rivelano vuote all'ultimo momento.
La vita ci parla in continuazione con messaggi chiari, ma che noi non capiamo e così come dei caproni continuiamo ostinatamente in azioni ripetitive e autistiche, sordi e ciechi ai messaggi che ci arrivano.
Questa premessa l'ho fatta anche per raccontare una cosa strana che mi capita in continuazione da circa un anno.
Tutto è cominciato un giorno in cui in modo ossessivo continuavo a vedere numeri doppi ovunque. Mi spiego meglio, ad esempio accendevo la macchina e l'orologio sul cruscotto segnava le 16:16, poi suonava il cellulare, guardavo lo schermo e l'orologio segnava le 11:11, e così per cinque sei volte durante tutto il giorno. Ho pensato a una coincidenza, ma da quel giorno la storia dei numeri si ripete ogni giorno, ossessivamente e continuamente.
Anche in questo caso non so proprio cosa pensare.
L'occhiale con il giornale
Mia mamma è sempre stata un mulo, ha sempre lavorato senza mai fermarsi, con ostinazione e grande forza, oltre i limiti che il suo corpo a volte le imponeva.
Nel periodo mantovano lei e mio padre erano riusciti a far diventare un bar per vecchi che giocavano a carte in una paninoteca frequentatissima. Lavoravano tantissimo, e anche noi quando tornavamo da scuola li aiutavamo perché all'ora di pranzo era pieno di gente. Nel loro lavoro i miei genitori non li batteva nessuno, anche perché era la loro unica ragione di vita e investivano tutte le loro energie e tutta la loro passione nei vari locali che aprivano.
In quel periodo però mia madre aveva superato uno dei limiti e così il suo corpo cominciava a ribellarsi facendo in modo che un occhio in alcuni momenti andasse per conto suo, così lei ti guardava ma il suo occhio iniziava a deviare andando a finire in un angolino. Era una cosa impressionate a vedersi ma lei non se ne accorgeva, i clienti glielo facevano notare un po' impressionati, allora lei per ovviare al disagio che procurava alla clientela, attaccava a un paio di occhiali dei pezzi di giornale.
Così lavorava con vari articoli di giornale su un occhiale, in questo modo offriva alla clientela un servizio in più.




