mercoledì 27 novembre 2013

Nera e io da giovane

Eccomi qui molto giovane con la Nera.

Lula e Nera

Ecco una foto che ritrae la Lula e la Nera.

martedì 26 novembre 2013

Le Regine


Una mia amica un giorno mi ha chiesto se volevo insegnare arte a sua figlia che ha 8 anni.
Io per un po' di tempo mi sono rifiutata perché ho sempre pensato che ai bambini non si può insegnare niente, loro sanno già tutto, soprattutto disegnare, penso che sia impossibile insegnare a disegnare a un bambino, sarebbe anzi interessante imparare a disegnare da un bambino, ma questa è una cosa difficile da attuare.

Però la mia amica un giorno ancora mi ha detto: Guarda che mia figlia insiste che vuole venire da te, vuole disegnare con te. Allora le ho detto: Va bene, falla venire, ma io non ho niente da insegnarle, lavoreremo insieme.
Poi assieme a questa bambina si sono aggiunte altre due bambine.

Il primo giorno che sono venute ero molto agitata, volevo che loro stessero bene e che tutto andasse bene. Abbiamo costruito una corona ciascuno, per sentirci Regine.

Loro sono meravigliose e le due ore che abbiamo passato insieme sono volate via, hanno capito tutto e non ho dovuto spiegare niente.

Adesso ogni giovedì si ripete sempre una magia, ognuna di noi sta molto attenta a non rompere l'incantesimo e per quelle due ore tutto è possibile.

Allora mi sono chiesta ma dove va a finire tutta questa meraviglia quando diventiamo donne adulte?
Dove va a finire la luce che brilla gli occhi?
Dove finisce la sensazione che tutto si può?
Dove essere pazze?
Dove urlare fortissimo?
Dove essere davvero unite e parlare piano dei segreti?
Dove essere davvero le Regine?

LA STORIA DELLA MIA VITA



Finalmente una famiglia, come pensavo che potesse essere.
Qualcuno che mi aspettava, che mi ascoltava.

Quei due anni sono stati molto belli anche perché finalmente avevo abbandonato architettura di cui non mi importava niente e facevo una scuola che amavo fare, dove avevo fatto molte amicizie.
Tutte le mattine entravo nel castello e tutte le sere tornavo a casa con le ragazze che mi aspettavano per mangiare a lume di candela.
Ero felice.

Mi ero liberata anche di quel ragazzo spietato che mi maltrattava ed ero tornata con D. lo vedevo i fine settimana quando tornavo a casa, nel ristorante.
D. nel periodo in cui studiavo a Milano aveva cominciato a lavorare come aiuto cuoco nel ristorante dei miei genitori, così quando tornavo a casa c'era anche D. in cucina con mio padre.

Avevo anche tre cani che si chiamavano: Nera perché era tutta nera, Lula in onore ad un film di David Lynch e Black perché si chiamava così quando l'ho preso al canile.
I miei cani avevano formato una specie di branco di cui la regina indiscussa era la Nera, una regina autoritaria e crudele con gli altri due cani, ma con noi era buona.
Ogni tanto organizzavano delle fughe con relative razzie di polli e gatti e dopo mia madre doveva vedersela con i vigili del paese. Mio padre aveva fatto una recinzione che credo non abbiano nemmeno a San Vittore, ma loro riuscivano sempre, sempre a fuggire, escogitavano tecniche di fuga sempre più sofisticate. Black era l'esperto della fuga, era un cane da caccia, uno spinone italiano che riusciva a dire: ciao, la Lula veniva utilizzata per rompere la rete, per scavare fosse, per tutti i lavori di fatica, la Nera naturalmente era la mente.

Io e D. continuavamo a suonare insieme agli altri e tutto proseguiva bene.

venerdì 18 ottobre 2013

LA STORIA DELLA MIA VITA



Oltre a S., nella casa vivevano B. e M.
Venivano tutte e tre dal Trentino.
Per me era una completa novità, io avevo sempre avuto a che fare con la pianura più pianura del mondo e con i suoi abitanti.

S. aveva un anima cristallina, si muoveva silenziosa e leggera, aveva la pelle luminosa come la luna ma questo suo essere lieve poteva ingannare, perché S. era una ragazza forte. Studiava in una scuola di illustrazione e fumetto.

B. aveva un forte accento tedesco abitava in una valle del trentino, io la trovavo estremamente stravagante, mi faceva molto ridere. Mi ricordo che un fine settimana è tornata a casa e quando è tornata a Milano era completamente pelata, aveva la testa come una palla da bowling, era impressionante!
Studiava all'accademia di belle arti.

Con M. avevo meno rapporti di amicizia, il legame più forte l'avevo stretto con S. e B.
Ho passato due anni molto belli con loro.

Giocavamo come bambine, l'atmosfera era sempre magica, alla sera mangiavamo a lume di candela e non si iniziava a mangiare se non c'eravamo tutte.
Per me era come un surrogato di famiglia.

martedì 1 ottobre 2013

LA STORIA DELLA MIA VITA



Come ho scritto non mi è mai interessato studiare architettura, e dopo due anni strazianti in cui non riuscivo a fare niente, niente altro che mangiare e piangere, lasciai architettura.

Avevo scoperto, non ricordo come, che esisteva una scuola di grafica e illustrazione a Milano, che non era privata e si entrava tramite un piccolo esame che selezionava gli allievi.
La scuola era dentro il CASTELLO SFORZESCO!!! E così se mi avessero presa, tutte le mattine sarei andata a scuola dentro a un castello!! Come la Principessa!!

Così il giorno dell'esame andai con una tale forza e decisione che non potevano non prendermi, infatti mi presero!
Ero felice, felicissima, per la prima volta dopo tanto tempo facevo una cosa che avevo scelto io!
Ero io, come quando facevo l'Istituto d'Arte, ero tornata in me!

Mia sorella nel frattempo era tornata a vivere a Roma, a fare anche lei quello per cui era nata, l'attrice.

Mi misi subito a cercare una stanza sugli annunci, ho visitato un sacco di appartamenti, ma spesso mi sentivo soffocare...

Fino a quando un giorno sono andata a vedere un appartamento dove mi ha accolto una creatura che non era della nostra specie.
Lei si chiama S., viene dalla montagna e sembra appartenere al popolo degli Elfi.

Io arrivavo da una guerra, la mia anima era ferita e in disordine, avevo lottato con i fantasmi, con la pazzia, con la paura di perdermi, venivo da maltrattamenti di anni, da incomprensioni, venivo dalla solitudine e dietro alla porta di un appartamento di Milano finalmente mi aveva aperto un'anima che mi diceva: Ecco sei finalmente arrivata! Adesso riposati.
E così dissi subito: Prendo la stanza!!

sabato 28 settembre 2013